venerdì 22 giugno 2018

OLIVIA 24/3/18



Tu no lo sabes aún, pequeña Olivia, pero los recién nacidos son el Año Cero, el boton reset, la levadura madre. Son la curva que no te esperas, el cuaderno en blanco. Eres demasiado menuda para saber que cuando nace un niño todo se para y se borra y se comienza de nuevo. Que cuando nace un niño se hacen las paces con el mundo, con los demás, con nostros mismos. Eres el principio y el final feliz, la protagonista de todas las historias. Tienes el poder de la creación, abriendo los ojos has hecho nacer un padre y una madre.
No lo sabes todavía, pero te esperan una bandada de primos de todos los grados, tu casa y tu cuna nueva. Te esperan días de brazo en brazo y una enorme familia y no habrá boca que no diga tu nombre con arrebato. Te esperan tus perros, los manguitos de la piscina y la antologia completa del Señor de los Anillos, de la que no podrás escapar. Te esperan las tardes al sol, la ermita de la Sierra y el Coto Tobarrillas. Las brasas para el cordero y el chocolate escondido en la mano de la abuela.
Pequeña Olivia, tu no has venido al mundo, es el mundo que se acerca a ti para darte un beso en la frente, de puntillas y en silencio, para que no te despiertes.




NOI E IL CALCIO PARTE IV (Stagione 2017/2018)


È arrivata la fine di una lunga stagione. Compiuto l’ultimo torneo, l’ultimo lavaggio della divisa, le ultime zolle staccate dalle suole. Il termine di una bella annata, come il vino, finita con il sole e il vento, con un buon sapore che rimarrà nel ricordo fino a settembre.
Dopo l’estate cambieranno scuola e sul campo invece si giocherà a 9. Si allargheranno le porte e lo spazio su cui correre, come si dovranno ampliare le loro piccole menti e i loro zaini pieni di libri quando metteranno i piedi sul prossimo gradino.
Chissà se saremo pronti anche noi grandi, come a bordo campo, quando diventerà sempre più difficile accettare gli errori e le sconfitte. Quando saremo sproporzionati nell’esplosione di entusiasmo ad ogni vittoria. Forse sì, saremo pronti, perché alla fine si griderà sempre “Forza Gera” comunque vada.
Un anno ancora per imparare che a volte si vince e a volte si perde. Che si può perdere contro i forti e poi vincere su quelli che hanno sconfitto i forti, in uno sciocco giro di giostra che serve a capire che la palla è rotonda. Che si può essere ultimi anche se si è stati bravi o essere primi per un colpo di fortuna. Un passo in più che fa diventare grandi, perché non si finisce mai di imparare la lezione più difficile: l’importanza dell’impegno, l’importanza di essere squadra.
I nostri piccoli ma immensi guerrieri legati dalla stessa voglia di giocare. Un gruppo che cresce e si amplia ogni anno, eppure, da come si guardano, sembra siano sempre stati gli stessi dall’inizio, tutti lì a correre sgangherati da quando non sapevano ancora allacciarsi le scarpe.
Da sempre loro, che bevono dalle stesse borracce, che si scambiano incuranti le magliette e i calzettoni, che mangiano le caramelle come se non ci fosse un domani, che condividono segreti, si proteggono e si accettano come nessun adulto saprebbe mai fare.
Arriverà un giorno in cui dovranno scegliere altro, ma non è adesso. Ora è il tempo per loro, il tempo delle corse, del divertimento e dell’entusiasmo. E’ il tempo nostro, di restare, di tifare, di stare bene insieme. Ora, e per il prossimo anno biancorosso, Forza Gera!